Recensioni

[RECENSIONE] UN RAGAZZO

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Un ragazzo, Nick Hornby, pagine 256, euro 5,00, edito Guanda.

Will è un uomo di trentasei anni che non ha una famiglia e non ha un lavoro, nonostante abbia una barca di soldi. Suo padre scrisse una canzone, “La superslitta di Babbo Natale”, divenuta molto famosa. In questo modo, non ha bisogno di un impiego per vivere. Divide la giornata in unità di tempo, da riempire ogni volta con qualcosa di diverso ed interessante per non annoiarsi.

Così era questo che la gente intendeva con <<euforia>>! Non riusciva a ricordare di essersi mai sentito così prima, così in pace con se stesso, così convinto del suo valore.

Proprio allo scopo di movimentare la sua vita inizia a frequentare Angie, donna diversa da tutte le sue precedenti botte e via perché con figli e con un matrimonio alle spalle. Will inizia a pensare che le donne sole e con prole facciano sesso meglio delle altre, forse perché hanno più motivi per cui “sfogarsi”, quindi, dopo esser stato lasciato da Angie, si iscrive al GASS, un gruppo di genitori soli. Il suo obiettivo è quello di conoscere nuove “prede”, quindi si inventa di avere Ned, un bimbo di due anni.

Si sentiva come se fosse stato un pulcino appena uscito dall’uovo, e adesso era lì nel mondo, che rabbrividiva e si reggeva incerto sulle zampe

Al GASS conosce Suzie, con la quale si vede qualche volta.
Ad un picnic organizzato dall’associazione, la donna porta anche Marcus, figlio di Fiona, una sua amica.
Il dodicenne è un ragazzino del tutto particolare e decisamente diverso dagli altri: si distingue dalla massa. Crede nell’essere se stessi, anche a causa dell’influenza della mamma, donna che viene ritenuta una “hippie”.
I suoi genitori sono divorziati, quindi ora vive a Londra con la madre, mentre il papà, Clive, è rimasto a Cambridge con la compagna Lindsey.

Eri lontano mille miglia se stavi ridendo.

Dopo essersi trasferito nella nuova scuola, soffre di bullismo. I soliti mascalzoni che si sentono fighi, forti e alla moda lo prendono in giro e gli dànno delle noie semplicemente perché si fa notare per il suo modo di vestirsi e di comportarsi.
Il giorno in cui Will e Marcus si conoscono, al picnic, Fiona tenta il suicidio con delle pillole, quindi il giovane decide che il loro nucleo familiare non può essere di due persone: due è un numero troppo piccolo. Devono circondarsi di qualcun altro, qualcuno con cui poter stare nel caso in cui uno di loro se ne vada.
Marcus ritiene che Will possa essere la persona giusta per sua mamma. Organizza un incontro, grazie al quale possano conoscersi e parlarsi, che però non va come sperato.
In ogni caso, il trentaseienne, volente o nolente, è entrato a far parte della vita di Marcus, e sarà difficile riuscire a tirarsene fuori.

Will non riusciva a ricordare di essersi mai trovato intrappolato in un casino tale: quella era una ragnatela che continuava ad allargarsi. Ma dopotutto gli era stato permesso di intravedere di sfuggita come si vive da umani. E non era poi così male: non gli sarebbe neanche dispiaciuto essere un umano a tempo pieno.

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Durante il periodo scolastico avevo trovato sul libro di narrativa un piccolo estratto di “Tutto per una ragazza”, altra opera di Hornby. Ero rimasta affascinata dallo stile di scrittura, quindi quando mi è stato assegnato “Un ragazzo” come lettura per le vacanze ne sono stata molto felice. Avevo un atteggiamento più che positivo nei confronti di quesa nuova avventura.
L’autore riesce a raccontare tutte le vicende, anche quelle più scabrose e serie, in modo semplice. Le parole scivolano, una dopo l’altra, non ci si accorge di voltare pagina, e dopo poco ci si rende conto di essere arrivati a metà libro. I capitoli non sono troppo lunghi, ma si terminano facilmente, esattamente come piace a me.
Consiglio vivamente questo libro a tutti quelli che hanno dai quindici anni in su: si può trarre spunto per riflettere su temi come il bullismo, il valore della vita, l’importanza di essere se stessi e molto altro ancora.

Voto: 4,5/5

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